“Gli Sdraiati”: il rapporto genitori e figli secondo Michele Serra

La storia di Giorgio e del figlio Tito arriva dal 23 novembre anche al cinema con il film Gli Sdraiati, diretto da Francesca Archibugi e scritto a quattro mani dalla regista e Francesco Piccolo

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Quant’è difficile, oggi, essere padre?

Il padre di cui ci parla Michele Serra nel suo romanzo non ha problemi a nascondere la sua fragilità e deve costantemente scendere a patti con l’impossibilità di essere allo stesso tempo un genitore autoritario e un confidente per il proprio figlio.

Questa nuova figura paterna non ha più a che fare con figli ribelli mossi dal costante bisogno di rivalsa nei confronti dell’autorità genitoriale, bensì si trova a dover affrontare una nuova generazione di ragazzi, brillantemente sintetizzata da Serra attraverso il passaggio dalla posizione eretta a quella orizzontale: gli sdraiati appunto, infagottati nelle loro felpe e circondati dai loro marchingegni tecnologici quasi fossero un prolungamento dei propri arti.

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Raccontare uno scontro generazionale con ironia

Gli Sdraiati è un romanzo collettivo costruito intorno al sentimento prevalente di una generazione intera di genitori: la confusione. Schiavi del desiderio di capire, i genitori si trovano spesso in difficoltà nel definire il mondo che li circonda, mentre i figli, segnati da una minore ansia in tal senso, finiscono semplicemente col lasciarsi vivere.

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Uno scontro tra generazioni descritto da Serra con ironia e dal quale è possibile, secondo lo scrittore, trarre un prezioso insegnamento: è sbagliato odiare la giovinezza, guardandola con risentimento, non si tratta di bene o male, bensì di cambiamento.

Interpretato da Claudio Bisio e da un cast di giovani attori perfettamente in parte, Gli Sdraiati sarà al cinema dal 23 novembre.

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