Intrighi e violenze nel focolare domestico: quando il thriller nasce in famiglia

Al cinema come nella realtà, ci sono circostanze in cui la famiglia non è sinonimo di accoglienza, calore e felicità. Ce lo ricordano tanti fatti di cronaca, ma anche storie del grande schermo. L’ultima è quella raccontata dal regista Premio Oscar Asghar Faradi in Tutti lo sanno, thriller fatto di intrighi e sensi di colpa messi a nudo dalla splendida coppia (sul set e nella vita) composta da Penélope Cruz e Javier Bardem.

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In attesa di conoscere il dramma consumato nel contesto domestico di Tutti lo sanno, al cinema dall’8 novembre, ripercorriamo alcune storie affrontate in pellicole che hanno presentato la famiglia come terreno fertile per bugie, rancori e persino violenza.

Drammi familiari al cinema

Thriller familiare nato dal genio di Woody Allen è Match point (2005), rielaborazione moderna di Delitto e Castigo di Dostoevskij. Una pallina da tennis che va avanti e dietro diventa metafora della casualità della vita, governata dalla fortuna. Egoismo, passione e un omicidio conferiscono un tocco noir al film che vede come protagonista il tennista Chris Wilton e la famiglia di sua moglie, alle cui spalle si consumano tradimenti e avvenimenti misteriosi.

Onora il padre e la madre (2008), diretto da Sidney Lumet, è la storia di una rapina che i due fratelli Andy e Hank organizzano ai danni della gioielleria dei genitori per risollevare le loro condizioni di vita precaria. La miseria economica e affettiva si fa fulcro di una trama a servizio della violenza. Opera drammatica e assoluta, che affronta senza didascalismo la natura imperfetta e complessa dell’uomo.

Tra i drammi familiari consumati sul grande schermo, torna il nome di Farhadi. Già nel 2011, con il suo consueto realismo, aveva dipinto la complessità del nido domestico – ambientandolo nella sua terra, l’Iran – in Una separazione. Film molto apprezzato dal pubblico e dalla critica: riceve due candidature e il premio come Miglior Film Straniero agli Oscar, un premio ai David di Donatello; premiato al Festival di Berlino e ai Golden Globes. La trama si concentra su un divorzio, un anziano affetto dal morbo di Alzheimer e una donna che lo assiste all’insaputa del marito. Quando però perde il figlio in grembo la situazione si complica. Il bisogno di mentire, la mancanza di libertà nella società iraniana odierna e la condizione delle donne che, sebbene ancora in condizione di sottomissione nei confronti degli uomini, hanno il coraggio di agire (anche se di nascosto) fanno di questo film uno dei più toccanti thriller consumati nella cornice familiare.

Dunque, il cinema ci offre tante storie di intrighi e violenze nel contesto domestico. Diversi i registi che hanno ambientato i loro drammi in un ambiente familiare tutt’altro che sereno. Farhadi lo fa in Tutti lo sanno, un thriller dai contorni oscuri e mozzafiato. Al cinema dall’8 novembre.

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