I disaster movie raccontano molto più di quel che pensate
Di Carlo Giuliano* Di questi tempi si fa un gran parlare di Groenlandia, un “pezzo di ghiaccio” da cui sembrano dipendere il destino del mondo. Il fatto che Greenland - Migration esca al cinema proprio in questo periodo è una semplice coincidenza, ma la Groenlandia rimane l’ombelico del mondo. Lì, dove la famiglia Garrity si era rifugiata dopo che un meteorite killer aveva colpito la Terra nel precedente film del 2020 con protagonisti Gerard Butler e Morena Baccarin. Anni dopo, il bunker che li ha protetti non sembra più sostenibile e i Garrity sono costretti ad avventurarsi in questo mondo post-apocalittico in cui la società è crollata, le radiazioni extraterrestri sono al limite e causano tremendi cataclismi. Insomma, radiazioni a parte – almeno per ora – lo scenario non sembra molto distante dalla realtà. La speranza, quella di trovare una Terra Promessa da qualche parte in Francia, dove le radiazioni non arrivano e la ricostruzione possa cominciare. Come vuole il titolo, questo secondo capitolo di Greenland è un film che parla innanzitutto di migrazione. Questo viaggio fra mille pericoli e intemperie che la famiglia Garrity è costretta ad affrontare, minacciata da ogni parte e guardata con diffidenza, vedendosi chiudere tutte…
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