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50 anni di Studio Aardman, da Wallace & Gromit a Shaun Vita Da Pecora

Tempo di lettura 8 min

Per Halloween arriva al cinema Shaun Vita Da Pecora – Operazione Z.U.C.C.A., l’undicesimo film dello storico studio di animazione stop motion.

Di Carlo Giuliano*

Cinquant’anni di Aardman Animations! Lo studio fondato a Bristol da Peter Lord e David Sproxton compie mezzo secolo e per l’occasione arriva con il suo undicesimo film, nonché il terzo dedicato alla sua pecora antropomorfa: Shaun Vita Da Pecora – Operazione Z.U.C.C.A. arriva al cinema dal 28 ottobre e lo fa per coronare questi cinquant’anni di storia che hanno reso la Aardman Animations, probabilmente, il più famoso studio di animazione stop motion al mondo.

La Aardman si è specializzata in particolar modo nella tecnica della claymation, che utilizza cioè pupazzetti in argilla, plastilina o altri materiali modellabili più moderni, così da modificarli fra uno scatto e l’altro, dei 12 fotogrammi che compongono un secondo dei loro film. Detta più semplice: la Aardman gira ancora “a passo due”, cioè scatta 12 fotografie e le ripete due volte per riempire un secondo di film, mettendole in sequenza così da creare l’effetto del movimento. In un certo senso, è la definizione stessa del cinema come motion picture.

Ma come potrete immaginare, questo significa tantissimo lavoro fisico e soprattutto, tempo. Ci vuole un’infinità di tempo per realizzare un film della Aardman. Per esempio, per portarsi a casa 30 secondi di Shaun Vita Da Pecora – Operazione Z.U.C.C.A. ci vogliono 21 giorni di lavoro e tutto l’ingegno, l’inventiva e le tecniche che hanno reso grande questo studio e i loro personaggi. Ripercorriamone la storia attraverso le sue punte di diamante, da Wallace & Gromit a Shaun Vita Da Pecora. 

Wallace & Gromit

La Aardman lavora già da diversi anni e ha all’attivo vari progetti embrionali, nonché videoclip in stop motion per star della musica, quando l’animatore e produttore Nick Park inventa due personaggi destinati a diventare il simbolo dello studio. Wallace & Gromit sono rispettivamente un inventore inglese fissato col formaggio e il suo cane umanoide, ma la cosa incredibile è che riuscirono a far breccia nell’immaginario di tutti ben prima di apparire all’interno dei lungometraggi – La maledizione del coniglio mannaro nel 2005 e il più recente Le piume della vendetta nel 2024.

 Fra il 1989 e il 1995 infatti, nel mezzo di moltissimi altri cortometraggi realizzati dalla Aardman, Wallace & Gromit sono i protagonisti di tre avventure autoconclusive che rimangono tutt’oggi delle pietre miliari nella storia della claymation. Chi non si ricorda il viaggio sulla Luna fatta di formaggio in Una fantastica gita? Oppure quel maledettissimo, inquietantissimo pinguino de I pantaloni sbagliati. Infine Una tosatura perfetta, da cui nasce lo spin-off di Shaun the Sheep. Dei tre, tutti verranno candidati all’Oscar per Miglior cortometraggio animato, e gli ultimi due vinceranno.

Galline in fuga 

Anno del Signore 2000: allo scoccare del nuovo millennio, la Aardman firma il suo primo lungometraggio. Alla testa del progetto ci sono Peter Lord, principale fondatore dello studio, e Nick Park, reduce dai grandi successi di Wallace & Gromit. Il film è direttamente ispirato ai classici La grande fuga (1963) con Steve McQueen e Il volo della fenice (1965) con James Stewart e racconta di un gruppo di galline antropomorfe rinchiuse nel pollaio della Signora Tweedy, decise a fuggire prima di diventare pasticci di pollo. Ad aiutarle, un gallo di nome Rocky Bulboa (doppiato da Mel Gibson) che “dovrebbe” insegnare loro a volare. 

Ventisei anni dopo, Galline in fuga rimane una delle più grandi pellicole d’animazione tout court e tutt’ora il film in stop motion con il più grande incasso di sempre: 224 milioni di dollari a fronte di 45 milioni di produzione. È un grande film nel filone delle grandi fughe dai campi di prigionia, ma con le galline, quindi è un grande film antispecista quando ancora il termine non era di uso comune. È un grande film d’aviazione, impreziosito dalle musiche di John Powell e Harry Gregson-Williams, ma anche una grande metafora della Soluzione Finale. Del momento cioè in cui un campo di concentramento diventa un campo di sterminio, rappresentato dalla “Fabbrica di Pasticci di Pollo della Signora Tweedy”, con tanto di ciminiera. Un capolavoro. 

Giù per il tubo 

Con Galline in fuga, la Aardman Animations aveva avviato una proficua collaborazione con la nascente DreamWorks Animation che si protrae per altre due pellicole: La maledizione del coniglio mannaro, cioè il primo lungometraggio dedicato a Wallace & Gromit, e Giù per il tubo, cioè il primo lungometraggio della Aardman realizzato interamente in CGI. L’idea di partenza era quella di un film in stop motion al pari degli altri, ma l’enorme presenza di acqua all’interno delle scene avrebbe reso molto difficoltosa la realizzazione.

Così, per raccontare la storia di Sir Roderick “Roddy” St. James, questo topo domestico dell’alta società di Kensington che si ritrova scaraventato nel mondo delle fogne sotto Londra giù per lo scarico dello sciacquone, la Aardman riprende l’estetica dei suoi pupazzetti in claymation, ma li crea e anima direttamente in computer grafica. Per chi lo ritenesse “barare”, sappiate che usarono un software di modellazione 3D sviluppato direttamente dalla Aardman che riproduceva le imperfezioni della plastilina quando modellata. Giù per il tubo verrà definito “un ingresso riuscito nelle funzionalità di animazione digitale da parte della Aardman Animations“.

Serie, videoclip e altri progetti

Per approfondire uno per uno tutti i progetti multimediali realizzati dalla Aardman Animations non basterebbe certo una sola rassegna: parliamo di 11 film lungometraggi, oltre 50 cortometraggi, 16 serie fra cui la recente collaborazione su un episodio dello spin-off antologico Star Wars: Visions e persino 10 videoclip che coprono un arco temporale dal 1986 al 2019. Fra questi ci sono Sledgehammer di Peter Gabriel, My Baby Just Cares For Me di Nina Simone, In Your Wildest Dreams di Tina Turner, Viva Forever delle Spice Girls e persino una cover di Justin Bieber di Santa Claus Is Coming to Town, buona parte dei quali realizzati direttamente in claymation. 

Oltre ai già citati film di spicco e i loro sequel, ottengono anche un buon successo di critica, pubblico o nominations Pirati! Briganti da strapazzo e I primitivi. Ma negli ultimi anni, l’IP di punta della Aardman Animations è Shaun the Sheep, tradotto in italiano Shaun Vita Da Pecora. Nasce come serie spin-off del già citato cortometraggio Premio Oscar Una tosatura perfetta, in cui Shaun appare per la prima volta. Non sa ancora che guadagnerà una trilogia di film tutta sua: Shaun, vita da pecora – Il film,  Shaun, vita da pecora: Farmageddon – Il film e Shaun Vita Da Pecora – Operazione Z.U.C.C.A., tutti realizzati in collaborazione con Studio Canal. 

Shaun Vita Da Pecora – Operazione Z.U.C.C.A.

Halloween. Il gregge di pecore capitanato da Shaun coltiva una piantagione di zucche all’oscuro del contadino per festeggiare la Notte delle Streghe. Ma per un incidente la piantagione è rovinata, Shaun prepara una pozione per velocizzarne la crescita, ma questa gli sfugge di mano e colpisce anche il contadino. Attento a ciò che desideri nell’improvvisarti Dottor Frankenstein, perché a farti compagnia per Halloween potresti ritrovarti un gigantesco mostro peloso. Shaun Vita Da Pecora – Operazione Z.U.C.C.A. attinge a piene mani da riferimenti e citazioni cinematografiche, oltreché dalla storia produttiva dello studio Aardman. 

Riporta su schermo quei pupazzetti in plastilina e fil di ferro che hanno segnato le nostre infanzie, e che ora però in plastilina e fil di ferro non sono più, sostituiti da materiali avanzati e scheletri meccanici dotati di decine di articolazioni e centinaia di espressioni facciali, sostituibili di frame in frame. Insomma, Shaun Vita Da Pecora – Operazione Z.U.C.C.A. è sicuramente il perfetto film di Halloween da far vedere ai più piccoli. Ma riporta anche tutta la magia artigianale di questa magnifica disciplina e saprà quindi appassionare grandi e piccini, appassionati di stop motion e del cinema di bottega, in carne e ossa, ancora realizzato da mani umane. 

Vi aspetta nelle sale dal 28 ottobre. 

 

*Nato a Roma nel 1999, critico cinematografico e creator passato per web, cartaceo, social media, televisione, radio e podcast. La prima esperienza a 15 anni come membro di giuria per la XII Edizione di Alice nella Città. Dal 2019 si forma presso il mensile cartaceo Scomodo, di cui coordina anche la rete distributiva in tutta Italia. Nel 2022 svolge un master in podcasting presso Chora Media, cicli di lezioni nei licei con il Museo MAXXI ed è il vincitore del Premio CAT per la critica cinematografica. Ha collaborato con le pagine del Goethe-Institut e del Sindacato Pensionati CGIL. Dal 2021 scrive stabilmente per CiakClub, di cui è Caporedattore e principale creator.
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