Festa del Cinema di Roma
Francesco Frangipane
RoFF18
Dall’alto di una fredda torre riceve il premio Luciano Sovena come miglior opera prima italiana

Dall’alto di una fredda torre di Francesco Frangipane ha debuttato alla Festa del Cinema di Roma, ricevendo il premio come miglior opera prima italiana.

Francesco Frangipane ha presentato il suo film Dall’alto di una fredda torre nella sezione Grand Public della 18° edizione della Festa del Cinema di Roma vincendo il premio per la migliore opera prima italiana, assegnatogli dall’associazione Amici di Luciano Sovena “per la forza con la quale ha saputo mettere in scena al tempo stesso un dramma familiare e un dilemma morale e per l’intelligenza con la quale ha valorizzato tutti gli attori che hanno partecipato al film.”

Edoardo Pesce, Vanessa Scalera, Giorgio Colangeli, Elena Radonicich, Anna Bonaiuto e Massimiliano Benvenuto compongono un cast di serie A, che si cala perfettamente nei panni dei vari protagonisti di questo dramma tratto dall’omonima pièce teatrale di Filippo Gili. Prodotto da Lucky Red in collaborazione con Sky Cinema e Rai Cinema, Dall’alto di una fredda torre arriverà prossimamente in sala con Lucky Red.

È lecito sostituirsi al fato?

“L’idea del film parte da un lungo sodalizio tra me e l’autore Gili che ci ha visto negli anni indagare, prima attraverso un’entusiasmante e potentissima trilogia teatrale e ora con questo progetto cinematografico, sui grandi temi universali, ovvero la vita e la morte, il destino e il libero arbitrio, cercando di avventurarci però sempre di più per sentieri fin qui inesplorati” ha spiegato il regista che firma la sua opera prima dopo aver firmato le sceneggiature di Tre Tocchi, Il Principe di Roma e molte fiction televisive.

“Dall’alto di una fredda torre, infatti, vuole affrontare l’angoscioso dilemma se sia giusto o no incidere sul destino degli altri, se sia lecito sostituirsi al fato, ponendo i protagonisti di fronte alla facoltà/responsabilità di dover decidere se far vivere e/o far morire un uomo, con tutta la questione morale e sociale che ne consegue” ha aggiunto Frangipane.

Vanessa Scalera ed Edoardo Pesce interpretano fratello e sorella che devono affrontare la malattia dei genitori. Toccaa loro una decisione molto difficile, che sconvolge la vita della famiglia riportando a galla ricordi, esperienze e segreti. Il film mescola ironia e arguzia, riflessioni e confessioni invitando lo spettatore a vivere la vicenda che coinvolge personaggi molto diversi tra loro. Vanessa Scalera è Elena, una donna piena di energia e rancore, mentre Pesce nei panni di Antonio risulta solitario e asociale. Il legame tra i due è un punto fondamentale del film e confonde, mentre i genitori interpretati da Anna Bonaiuto e Giorgio Colangeli manifestano anch’essi le loro differenti personalità. Lei è sarcastica e vuole stare spesso al centro dell’attenzione, mentre il marito è più umile e premuroso.

L’azione si svolge in tre ambienti, mantenendo l’impostazione teatrale anche sul grande schermo. Si passa dalla sala da pranzo allo studio medico, al luogo in cui i vari personaggi si confrontano e discutono. Sullo sfondo il suggestivo paesaggio di Gubbio e dintorni, la location principale che Frangipane ha scelto per le riprese. Il velo dell’eutanasia è ben visibile, ma viene affrontato con discrezione e onestà, attraverso dinamiche familiari e interpersonali verosimili e trascinanti.

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