Come nacque Fino all’ultimo respiro
Di Fabio Ferzetti Quando esce Fino all'ultimo respiro, il 16 marzo 1960, Jean Luc Godard non ha ancora 30 anni mentre il cinema va per i 65. Dall'incontro fra un esordiente quasi giovane e un mezzo quasi vecchio nasce un film che non avrebbe lasciato nulla come prima. Né il cinema, né gli spettatori. Anche il protagonista, un certo Jean-Paul Belmondo, ha solo 26 anni, mentre la ragazza per cui perde la testa, un'americana che vende il New York Herald Tribune sugli Champs-Elysées, ne ha appena 21. Si chiama Jean Seberg e i più attenti l'hanno notata in due film del grande Otto Preminger, Giovanna d'Arco e Bonjour Tristesse, dal best-seller di Françoise Sagan. L'incontro fra l'ex-boxeur di talento e la promessa di Hollywood oggi sembra scontato ma non lo era. A imporre un'attrice di nome è infatti il produttore Georges de Beauregard, unico “adulto” in campo. Un personaggio pittoresco, sempre sull'orlo del fallimento, che scommette su quel debuttante timido e sfacciato, zeppola, parlantina e lenti fumées. Godard infatti non è uno qualunque. È uno dei nomi più in vista della banda dei Cahiers du cinéma, la rivista che combatte il cosiddetto “cinéma de papa”, ben fatto ed inerte. Ma…
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