Storie dell’Arte: i film dedicati ai giganti della bellezza

Andare al Cinema ci manca, così come ci manca visitare i Musei. Ma anche lontano dal buio della sala cinematografica, e dallo splendore delle sale espositive, possiamo scoprire l’Arte e viaggiare alla scoperta della nascita di capolavori immortali attraverso i film.

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Dal Rinascimento al XIX secolo, seguici in questo percorso nell’anima – spesso tormentata – e nel Genio – sempre immenso – di tre giganti che hanno fatto la storia. Dell’arte, naturalmente.

I Maestri del Rinascimento

Basta il nome per individuarli nel firmamento dell’Arte di tutti i tempi. Basta il nome per due Geni inimitabili che hanno segnato il Rinascimento, cambiando per sempre la nostra concezione del Bello.

Basta il nome, perché ogni aggettivo è superfluo. Basta il nome, perché loro sono Michelangelo e Leonardo.

Michelangelo Infinito

Schivo e inquieto, capace di forti contrasti e passioni, e di grande coraggio: nella vita, come nell’Arte, Michelangelo Buonarroti è unico. Anzi: infinito, come le sue opere immortali.

Il film di Emanuele Imbucci racconta il genio dell’arte universale mostrandocelo – interpretato da Enrico Lo Verso – all’interno di una delle Cave di Marmo di Carrara dalle quali estrasse la materia delle sue straordinarie sculture.

Qui Michelangelo ripercorre gli snodi principali della sua lunga vita, i suoi tormenti più intimi, le passioni amorose, la ricerca della fede, mentre il racconto cinematografico ci accompagna in un viaggio mozzafiato nella sua produzione artistica, tra scultura, pittura e disegni, con spettacolari riprese in ultra definizione e ricostruzioni sorprendenti.

A fargli da contrappunto, una voce autorevole, anch’essa simbolo del Rinascimento: quella di Giorgio Vasari (Ivano Marescotti), pittore, architetto e rinomato storico dell’arte, che ebbe la fortuna di conoscere personalmente Michelangelo.

Io, Leonardo

In occasione delle celebrazioni per il cinquecentenario dalla scomparsa di Leonardo Da Vinci, la mente più geniale che la storia dell’umanità abbia mai conosciuto è al centro di Io, Leonardo, diretto da Jesus Garcia Lambert.

Protagonista assoluta del film è proprio la mente di Leonardo, all’interno della quale l’icona del Rinascimento (che ha il volto di Luca Argentero) incontra artisti, uomini di potere, allievi della sua bottega ma soprattutto si confronta con sé stesso.

La sete di conoscenza, l’ingegno, l’idea di bellezza che ancora oggi ci accompagna: la voce narrante di Francesco Pannofino incalza il Genio, attraverso dialoghi ricavati dai suoi scritti autografi, in particolare dal Trattato della Pittura.

Grazie ad avveniristici effetti visivi e digitali, vediamo i disegni e le invenzioni di Leonardo prendere vita; i suoi progetti, anche quelli che non riuscì mai a realizzare, si animano davanti agli occhi dello spettatore.

Che scopre così l’Artista, lo Scienziato, ma soprattutto l’Uomo.

Van Gogh sulla soglia dell’Eternità

Il genio “maledetto” e disperatamente vitale di Vincent Van Gogh poteva essere raccontato solo attraverso gli occhi di un altro artista. A farlo è Julian Schnabel, che mette in scena gli ultimi, tormentati anni del pittore.

Mentre lavora febbrilmente a quei capolavori che incanteranno il mondo intero (ma dei quali non conoscerà mai il successo), Vincent combatte con l’incomprensione e la solitudine: dal burrascoso rapporto con Paul Gauguin a quello viscerale col fratello Theo; dalla mutilazione dell’orecchio fino al misterioso colpo di pistola con cui si toglie la vita a soli 37 anni, lo seguiamo nella ricerca della sua visione del mondo, di un nuovo modo di guardare le cose.

Il suo sguardo, che ci fissa, che si apre e che ci indaga, è quello di Willem Dafoe, premiato con la Coppa Volpi alla Mostra del Cinema di Venezia per questa straordinaria interpretazione.

Ed è con lui che ci troviamo sulla soglia dell’Eternità, travolti dai colori e dai vortici che attraversano la tela e l’anima di Vincent Van Gogh.

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