Tutto su Julianne Moore, protagonista di Dopo il Matrimonio

Perfetta nei ruoli drammatici e brillante nelle commedie, Julianne Moore è una delle attrici più ammirate. Premio Oscar per Still Alice, torna al cinema con una nuova indimenticabile interpretazione in Dopo il matrimonio.

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Le figure femminili che ha interpretato nel corso della sua carriera sono tante e diverse: insegnante, cantante, attrice, avvenente cinquantenne, madre e moglie devota. Sono questi alcuni dei ruoli che l’hanno consacrata, accomunati dalla forza, dalla determinazione e dal coraggio che la Moore è riuscita a trasmettere al pubblico, rendendo memorabili i suoi personaggi.

DIVERSE, FORTI E CORAGGIOSE: le donne di Julianne

Artista eclettica dall’inconfondibile chioma rossa e dal portamento elegante, riesce a scavare nel profondo delle donne a cui dà corpo e voce, che si tratti di fantascienza (Hunger Games), di commedia (Crazy, Stupid Love), di biopic (Savage Grace) e persino di horror (Lo sguardo di Satana – Carrie).

Come dimenticarla nel drammatico Lontano dal paradiso (2002), dove veste i panni di una casalinga degli anni ‘50 che sembra vivere una vita meravigliosa fino a quando non scopre l’omosessualità del marito e si trova osteggiata dal perbenismo della sua comunità per aver instaurato una relazione interraziale?

O ancora nell’acclamato I ragazzi stanno bene (2010), nei panni di Jules, sposata con una donna e alle prese con due figli adolescenti impegnati a trovare il loro padre biologico?

Altrettanto impossibile è non ricordare le emozioni di Still Alice (2015), che la vede conquistare l’Oscar nei panni di Alice Howland, rinomata professoressa di linguistica presso la Columbia University costretta a fare i conti con una forma di Alzheimer precoce che le sconvolge i gesti quotidiani più facili e il rapporto con la sua famiglia.

E nemmeno la delicatezza di Gloria Bell (2019), dove interpreta magnificamente l’animo di una donna di cinquant’anni, madre di due figli ormai adulti e un divorzio alle spalle che, anche se non più giovane, vuole continuare a credere nella bellezza e nell’imprevedibilità della vita.

In Dopo il matrimonio  torna a raccontare una storia sulla famiglia e sui legami: è Theresa Young, miliardaria dall’apparente cuore d’oro, che decide di donare una grossa cifra a un orfanotrofio di Calcutta, gestito da Isabel (l’altrettanto bravissima Michelle Williams). Dietro la benefattrice, però, si nasconde un segreto destinato a cambiare la vita di tutti i personaggi.

DA Altman A FREUNDLICH, i REGISTI STREGATI DALLE SUE INTERPRETAZIONI

In Dopo il matrimonio a dirigerla è il marito, Bart Freundlich; ma sin dal suo esordio cinematografico Julianne Moore ha avuto la fortuna di lavorare con grandi nomi. Robert Altman, Louis Malle, Todd Haynes, James Ivory, Gus Van Sant… un elenco di stelle, che passa anche per Joel Coen, che le regala l’iconico ruolo di Maude Lebowski. 

Ne Il mondo perduto – Jurassic Park è sul set con Steven Spielberg; per Boogie Nights – L’altra Hollywood (1997) e Magnolia (1999) – che la vede accanto a Tom Cruise – lavora con Paul Thomas Anderson. La sua fama sempre in crescita la porta dritta a Ridley Scott con cui gira Hannibal (2001).

In Maps to the Stars a dirigerla è David Cronenberg, l’acclamato regista che nel 2018 ha ricevuto il Leone d’oro alla carriera. La sua interpretazione in Still Alice è invece guidata dalla coppia composta da Richard Glatzer e Wash Westmoreland.

 

Star di Hollywood, registi indipendenti, ma non solo: a dirigerla anche il creativo Tom Ford (regista di A single Man), e colleghi passati dietro la macchina da presa come Joseph Gordon-Levitt (Don Jon) e George Clooney (Suburbicon). Per arrivare poi a Paul Weitz (Sotto Sequestro) e Sebastián Lelio che la sceglie come Gloria Bell, nel remake americano del suo film cileno del 2013.

I PREMI: DALL’EUROPA A HOLLYWOOD, andata e ritorno

La capacità di caratterizzare i suoi personaggi, di entrare nel profondo della loro anima e restituire al pubblico personaggi femminili sempre ben delineati hanno fatto della Moore un’attrice acclamata dalla critica e premiata a livello internazionale.

Al Berlino International Film Festival del 2003 ha ricevuto il Premio come Migliore Attrice per The Hours. La pellicola Lontano dal Paradiso, invece, le vale la  Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel 2002.

Nel 2014 seduce il Festival di Cannes con la sua interpretazione in Maps to the Stars, che la porta a vincere il Premio Miglior attrice. Uno straordinario successo è poi siglato dal film Still Alice, con il quale conquista un notevole poker di statuette: Premio Oscar (alla sua quinta nomination), Golden Globe, Bafta e SAG – Screen Actors Guild Awards.

Una carriera lunga e ricca di soddisfazione, sempre accompagnata dall’amore degli spettatori e dall’ammirazione dei registi. Il grande talento e il fascino sofisticato di Julianne Moore tornano ad lluminare il grande schermo con Dopo il matrimonio.

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