Tre evasioni così assurde… da essere vere

Steven Soderbergh, il genio della truffa cinematografica, torna al cinema dal 31 maggio con La truffa dei Logan. I suoi lavori pullulano di raggiri, loschi affari ed evasioni: nell’attesa scopri con noi le fughe (non sempre riuscite) più spettacolari e bizzarre della storia.

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Alcatraz, ovvero una fuga… al cucchiaio!

La prigione più famosa del mondo, Alcatraz, alias The Rocks: impossibile fuggire! Eppure il film di Don Siegel Fuga da Alcatraz (1979), con protagonista il grandissimo Clint Eastwood, narra una vicenda realmente accaduta: il caso più celebre di fuga dalla prigione ad opera dei fratelli Clarence e di Frank Morris.

I tre si dedicarono per mesi alla costruzione di un tunnel che, attraversando il muro della prigione, consentì loro di arrivare al condotto di aerazione e di lì alla spiaggia, dalla quale fuggirono a bordo di una zattera. Nessuno sa con esattezza se i tre fuggiaschi siano morti nel gelido tratto di mare che separa l’isola dalla terraferma, o se siano effettivamente sopravvissuti.

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Di certo (e di incredibile) c’è solo l’arma utilizzata per costruire il tunnel nelle pareti marce della prigione: un semplicissimo cucchiaio da cucina.

Morale della favola, anzi, della fuga: a volte la soluzione più banale è la più efficace.

Dillinger e la fuga artigianale

Anche John Dillinger , a lungo tra i criminali più pericolosi e ricercati da parte dell’F. B. I., è entrato moltissime volte a far parte dell’universo cinematografico, forse per quell’aura da moderno Robin Hood che affascinò persino la stampa: durante le rapine alle banche, era solito bruciare i registri contabili all’interno dei quali erano riportati tutti i debiti dei correntisti.

A Dillinger va riconosciuto il merito di una fuga quantomeno pittoresca: nel 1934, mentre scontava una condanna per omicidio nel carcere di Crown Point, nell’Indiana, minacciò dei secondini con quella che sembrava una pistola, riuscendo a scappare. Peccato che si trattasse solo di un innocuo pezzo di legno a forma di arma!

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Morale della fuga: mai, mai sottovalutare le abilità artigiane.

Frank Junior Abagnale, il fuggiasco volante

Falsario geniale, mago dei travestimenti e infine consulente della polizia per la battaglia alle frodi bancarie: la vita di Frank Junior Abagnale sembra scritta da una delle penne più brillanti di Hollywood. Non è un caso che Steven Spielberg abbia deciso di farne un film, scegliendo Leonardo di Caprio come il giovane Frank in Prova a prendermi.

Nella sua “carriera” criminale Abagnale si è finto medico, insegnante, avvocato… e pilota. Quest’ultimo è stato uno dei suoi travestimenti più riusciti: e non solo perché gli ha permesso di volare gratis in tutto il mondo (sembra per 1.600.000 km, 250 voli, diretti in 26 diverse nazioni) con la falsa identità di Frank William, pilota della Pan Am.

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Dopo la cattura in Francia nel 1969 infatti viene deciso il rimpatrio negli States di Abagnale: il talentuoso truffatore riuscirà però a fuggire ancora un’ultima volta in aeroporto… fingendosi, ovviamente, un pilota!

Morale della fuga: il lupo perde il pelo… ma non il volo!

Due fratelli e un’evasione

Steven Soderbergh torna sul grande schermo con La truffa dei Logan, per raccontarci la storia dei fratelli Jimmy (Channing Tatum) e Clyde Logan (Adam Driver), decisi a realizzare una spettacolare rapina durante la Charlotte Motor Speedway, storica corsa di auto.

Per farlo però avranno bisogno dell’esperto in esplosioni Joe Bang (Daniel Craig)… riusciranno a farlo evadere? E la fuga sarà rocambolesca come quelle che ti abbiamo raccontato? Non ti resta che scoprirlo al cinema dal 31 maggio!

 

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