Viggo Mortensen e David Cronenberg, da A History of Violence a Crimes of the Future

Aspettando di vederlo dal 24 agosto al Cinema nei panni di Saul Tenser, l’estremo e misterioso artista di Crimes of the Future, ripercorriamo il sodalizio di Viggo Mortensen con David Cronenberg, giunto alla quarta, preziosa collaborazione.

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Volendo parafrasare il titolo del primo film che li ha visti insieme sul set, potremmo affermare che quella tra Viggo Mortensen e David Cronenberg è una vera e propria “History of Talent”: da un lato un interprete poliedrico (tre volte candidato all’Oscar), capace di spaziare dalla colossale produzione de Il Signore degli anelli ai film indipendenti, passando per le collaborazioni con registi come Brian De Palma e Ridley Scott; dall’altro l’ineffabile Maestro del “body horror”, esploratore di generi e di mondi, habitué del Festival di Cannes e celebrato alla Mostra del Cinema di Venezia con il Leone d’Oro alla carriera nel 2018.

«Abbiamo una sorta di comprensione telepatica l’uno dell’altro, perché abbiamo lavorato insieme tante volte» racconta Cronenberg, che apprezza la capacità critica dell’attore, sempre pronto a commentare la sceneggiatura, anche nelle parti che non riguardano direttamente il suo personaggio. D’altronde – prosegue il regista canadese – «Lui stesso è un regista (nel cast del suo esordio alla regia Falling c’è anche Cronenberg), è uno sceneggiatore, un musicista, un poeta, un editore di libri e quindi il suo approccio al cinema è simile al mio»

A History Of Violence (2005)

La prima dimostrazione di questa sintonia risale al 2005, con A History of Violence, appunto. In questo raffinato thriller dalle tinte noir che riflette sul tema dell’identità, ispirato come molte opere di Cronenberg da un libro (l’omonimo graphic novel di John Wagner e Vince Locke), Viggo Mortensen è Tom Stall, il pacifico proprietario di una tavola calda in provincia.

Dopo aver reagito a una rapina uccidendo due criminali, diventa l’eroe cittadino, ma attira anche l’attenzione del gangster Carl Fogarty (Ed Harris), in cerca di vendetta nei confronti dell’uomo in cui ha riconosciuto Joey Cusack, il feroce delinquente che lo aveva sfregiato venti anni prima. Chi è davvero Ted? Il ristoratore affabile e padre amorevole, o il killer spietato?

La promessa dell’assassino (2007)

Ritroviamo Mortensen due anni dopo, ne La promessa dell’assassino, al fianco di Naomi Watts e di Vincent Cassel.

Il corpo coperto da 43 tatuaggi (frutto di un attento studio sulla simbologia che hanno nel mondo criminale russo), è Nikolai Luzhin, l’autista di fiducia del figlio di un potente boss della malavita russa a Londra, ruolo che gli vale la prima candidatura all’Oscar (le altre arriveranno nel 2017 per Captain Fantastic e nel 2019 per Green Book, sempre come miglior attore protagonista).

Una curiosità, che conferma le parole di Cronenberg: sembra che l’idea di combattere completamente nudo nell’iconica scena ambientata nella sauna sia stata proprio di Mortensen, intenzionato a renderla totalmente credibile.

A Dangerous Method (2011)

La terza collaborazione tra Cronenberg e Mortensen ci porta indietro nel tempo, per la precisione tra Zurigo e Vienna dei primi del Novecento.

In A dangerous method assistiamo infatti alla nascita e all’evoluzione di un turbolento rapporto destinato a lasciare il segno nella storia della neonata Psicoanalisi: quello tra Carl Gustav Jung (interpretato da Michael Fassbender), il suo mentore Sigmund Freud (Mortensen) e Sabina Spielrein (Keira Knightley), dapprima paziente con diagnosi di schizofrenia, e poi a sua volta psicoanalista.

Crimes of the future (2022)

Dal passato storico a un futuro immaginario, oscuro e non troppo lontano dal nostro presente.

In Crimes of the future, dal 24 agosto nelle sale italiane, Viggo Mortensen è Saul Tenser, misterioso e magnetico artista d’avanguardia che trasforma il suo corpo – e i suoi nuovi organi in continua mutazione – in un’opera d’arte attraverso performance estreme, insieme alla sua partner Caprice (Léa Seydoux).

Un ruolo complesso, che Mortensen ha accettato con entusiasmo, per lavorare nuovamente con quello che definisce «uno dei registi più dotati al mondo». Non possiamo che essere d’accordo con lui, e impazienti di vedere rinnovarsi sul grande schermo questo straordinario sodalizio.

 

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